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Storia

Breve storia dell’Union di Ladins de Fascia


Nei primi anni dopo la seconda Guerra Mondiale i Ladini ricominciano a riunirsi in Associazioni e Unioni per ribellarsi al fascismo che li considera “una macchia grigia da grattar via”.

Nel 1945 a Merano nasce l’Union Culturèla di Ladins, nella quale sono attivi anche i fassani Guido Iori Rocia e don Massimiliano Mazzel, che invitano tutti i ladini di Fassa a difendere la propria identità. Nel 1946, anno del gran raduno dei ladini presso il passo Sella, Guido Iori dà vita al periodico “Zent Ladina Dolomites” e alla fine di luglio, su iniziativa di don Massimiliano Mazzel, nasce l’Union di Ladins di Fassa, che verrà legalmente costituita solo anni dopo, il 19 maggio del 1955, con atto del notaio dr. Giovanni Rizzi, firmato dallo stesso Rizzi (che era già presidente dell’associazione anche se formalmente non era ancora costituita), dal dr. Giacomo Jellici, dal dr. Simone Sommariva e da don Mazzel, che è nominato presidente.

L’Union di Ladins de Fascia si impegna per la tutela del folclore e per la diffusione della cultura ladina soprattutto nella scuola, vedendo che in Val Gardena e in Val Badia è stata autorizzata la “scuola paritetica” con metà lezioni in italiano, metà in tedesco e un’ora di ladino e in Val di Fassa gli alunni sono invece spinti a parlare italiano anche in famiglia e convinti che “il ladino non serve a nulla”.

Negli anni ’60 l’Union di Ladins, pur povera di risorse finanziarie, si attiva fortemente: stampa e distribuisce nelle scuole il Dizionario fassano-italiano, inizia la pubblicazione della rivista mensile “La Veisc”, richiede la nomina di insegnanti “itineranti” per l’insegnamento della cultura ladina nelle scuole, e in fase di revisione dello Statuto di Autonomia chiede che ai ladini di Fassa siano assicurati gli stessi diritti dei ladini di Gardena e Badia. Dopo anni di incontri e battaglie, nel 1970 viene concesso l’insegnamento del ladino con 1 ora alla settimana in orario scolastico, che viene svolto (non senza difficoltà e contrasti) da due insegnanti itineranti. Una battaglia è vinta ma già si apre un altro fronte, che negli anni ’70 vede l’Union di Ladins in prima linea per richiedere il Comprensorio Ladino di Fassa, contro il progetto della Provincia di Trento di accorpare Fassa e Fiemme in un Comprensorio unico. Di fronte ai rifiuti di Trento e alla pubblicazione del nuovo Statuto di Autonomia nel 1972, che disattende ancora una volta le richieste che ai ladini di Fassa siano riconosciuti gli stessi diritti dei ladini dell’Alto Adige, l’impegno dell’Union di Ladins inizia a spostarsi dall’ambito culturale a quello più decisamente politico, con interventi nei comuni per chiedere l’annessione alla provincia di Bolzano. Nell’Union di Ladins la componente che vuole un impegno esplicitamente politico prende il sopravvento e don Mazzel, che non vuole esporsi troppo, nel marzo del 1973 presenta le sue dimissioni dall’Union di Ladins de Fascia, che prosegue il suo impegno anche in campo politico sotto la presidenza di Remo Locatin.

Tra gli obiettivi raggiunti negli anni successivi soprattutto grazie all’Union di Ladins si possono ricordare l’Istituto Culturale Ladino di Fassa, istituito dalla Provincia di Trento nel 1975, la legge provinciale nr 19 del 1976 che sancisce il riconoscimento territoriale dei 7 comuni ladini di Fassa e la costituzione del Comprensorio Ladino di Fassa staccato da quello di Fiemme, nel 1977.

Nel novembre del 1976 viene nominato presidente dell’Union di Ladins di Fassa Danilo Dezulian del Garber. Nel 1983 Dezulian è anche tra i fondatori del movimento politico ladino di Fassa, l’Union Autonomista Ladina, che riuscirà a dare alla valle un rappresentante in Consiglio Provinciale e in Parlamento, prima col compianto senatore Ezio Anesi e poi con l’onorevole Bepe Detomas.

L’Union di Ladins de Fascia sostiene il movimento politico e nel contempo prosegue la sua attività sul piano culturale e linguistico, istituisce e organizza la redazione fassana del settimanale “La Usc di Ladins”, promuove iniziative e progetti per la conoscenza e la diffusione della lingua ladina in tutti gli ambiti della comunità, avvia i primi corsi di alfabetizzazione per adulti, produce testi e materiale in ladino, sostiene fortemente la necessità di una lingua ladina standard e ogni iniziativa e progetto unitario volti ad avvicinare le valli ladine. Danilo Dezulian rimane presidente dell’Union di Ladins di Fassa per 11 anni, fino al 5 novembre del 1987. In quella data la presidenza dell’associazione è affidata al dottor Antone Pollam e Danilo Dezulian è nominato presidente onorario, come riconoscimento per il suo impegno a favore della causa ladina che porterà avanti fino alla morte, avvenuta il 12 aprile del 2005. 

Antone Pollam ricopre ininterrottamente l’incarico di presidente per oltre 20 anni con grande idealismo: in occasione del rinnovo delle cariche nel dicembre 2007 decide di cedere il testimone e il 10 gennaio 2008 il Consiglio nomina presidente dell’Union di Ladins de Fascia il giovane Silvano Ploner, tuttora al vertice dell’associazione. Nella stessa data Antone Pollam è acclamato presidente onorario.

Nel 2013, al suo secondo mandato, lascia la carica di presidente e fino al rinnovo delle cariche previsto per la fine dell'anno, a ricoprire la carica di presidente è di nuovo Antone Pollam.

Nel 2014 il nuovo presidente è Fernando Brunel.

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